
La società / Storia e Valori
"Esiste un’intuizione di Internet". Non siamo che all’alba dei cambiamenti determinati dalle tecnologie di Internet nell’ambito della Business Intelligence. Per Joël de Rosnay*, tali tecnologie hanno definito una nuova professionalità la cui expertise è a metà strada tra l’economia e l’analisi cognitiva.
Per fornire alle aziende e alle istituzioni delle informazioni strategiche a forte valore aggiunto, nel 1995 Carlo Revelli ebbe l’intuizione di utilizzare Internet come strumento di monitoraggio ("veille") avvalendosi nella propria metodologia di una tecnologia emergente: gli agenti intelligenti.
Fu Joël de Rosnay che propose il nome di Cybion proveniente da una riflessione originale sviluppata all’interno di uno dei suoi libri, L’ uomo, Gaia e il cibionte. Viaggio nel terzo millennio (Dedalo 1997).
Con il nome di Cybionte egli descrive un super-organismo ibrido biologico, meccanico ed elettronico, in costruzione, che include gli uomini, le macchine e le reti informatiche. Se si fosse potuto dare al Cybionte un volto che racchiudesse questa interazione tra l’Uomo e l’informatica il nostro logo ne sarebbe una perfetta rappresentazione. Si ispira liberamente alle rappresentazioni del dio romano Giano (Ianus, nello specifico Giano bifronte), dio dei principi (materiali e immateriali), degli ingressi, delle soglie e dei passaggi. Giano favoriva, quindi, gli accessi e presidiava agli spostamenti e sarebbe stato, inoltre, l’inventore della navigazione in generale e delle barche. Possiede la doppia scienza, del presente e del futuro, osserva l’oriente e l’occidente. In quanto divinità dell’inizio ha dato il suo nome al mese di Gennaio. Per Cybion questa rappresentazione è l’immagine perfetta della nostra expertise che associa la capacità umana di analisi e la tecnologia con l’obiettivo di osservare l’attività informativa di Internet.
Come le tecnologie di Internet trasformano le attività legate alla ricerca di informazione?
Oggi non sarebbe più possibile svolgere queste attività senza gli agenti intelligenti, le interfacce uomo-macchina evolute o i software di classificazione e di presentazione dell’informazione .
Alla domanda «quali sono le reazioni della concorrenza all’uscita di un nuovo prodotto?», l’analista non dovrà effettuare soltanto uno stato dell’arte del mercato ma dovrà anche tener conto dello storico e delle possibili evoluzioni delle tendenze osservate.
Si tratta di un’attività diversa da quella del documentarista tradizionale, sebbene quest’ultimo potrà fare anch’egli della bibliografia prospettiva. L’attività consiste in un’interpretazione dei risultati contestualizzando le informazioni raccolte con riferimento alle domande che gli sono state poste.
Carlo Revelli & Joël de Rosnay
Questa trasformazioni giustificano i termini di "infomedario" piuttosto che di "esperto di monitoraggio" attribuiti all’analista che si avvale dei metodi di intelligence propri dell’ambito militare?
Ricerca di informazioni, analisi, confronto/collegamento e sintesi sono, in effetti, i metodi dei militari, utilizzati per secoli nella tattica, nella strategia e nell’intelligence. Ma se è vero che l’infomediario collega e confronta le informazioni e le sintetizza, i suoi metodi si sono evoluti notevolmente con le tecnologie di Internet. Rispetto alla ricerca di informazioni manuale e alla sintesi orale è stato compiuto un salto quantitativo e qualitativo.
La padronanza delle tecnologie di ricerca e monitoraggio dell’informazione è dunque indispensabile?
Se non si sanno utilizzare gli ultimi motori di ricerca, e sopratutto se non si è capaci di utilizzare, nell’ambito di una metodologia specifica, i vari strumenti di contestualizzazione e di personalizzazione dell’informazione, è impossibile svolgere questa attività.
L’intelligence Stratégique sur Internet & La Révolte du pronétariat
Questi strumenti non richiedono forse delle competenze che vanno aldilà del semplice know-how di utente?
E’ vero che oggi non è più possibile seguire l’evoluzione di un mercato senza strumenti di rappresentazione degli spazi complessi. Bisogna sapere utilizzare le informazioni riportate dagli agenti intelligenti. E quindi essere capaci di utilizzare i sistemi relativi alla dinamica dei network.
Riferendoci agli ambienti complessi, quali strumenti trovano una collocazione specifica nell’ambito della Strategic Business Inteligence?
Si tratta degli strumenti che fondano il loro funzionamento sulle attività svolte dal W3C sul web semantico. Si richiamano anche alle ricerche effettuate sul linguaggio XML per facilitare le esportazioni tra banche dati. Qui l’obiettivo consiste nell’essere in grado di monitorare un’informazione da un server all’altro per creare quella che potremmo definire "un’intuizione dell’Internet". Non sappiamo dove si trovano le informazioni, ma sappiamo che permetteranno di stabilire delle correlazioni che suggeriranno a loro volta altre domande.
In questa logica rientrano anche le tecnologie del "grid computing", del "peer to peer" tra agenti e i servizi web che permettono lo scambio di informazioni tra aziende grazie all’uso di agenti intelligenti. In questo contesto, Cybion ha creato un portale dedicato agli agenti intelligenti.
Come si completano queste tecnologie?
Penso che grazie al grid, per esempio, degli agenti intelligenti potranno fare del "peer to peer" senza problemi di localizzazione. Faranno commercio di informazioni tra loro.
Tutti questi strumenti rappresenteranno, quindi, il mezzo per porsi tra la macro e la micro economia, terreno privilegiato per individuare le informazioni in grado di condurre ad azioni sul campo?
Proponendo delle rappresentazioni della complessità, questi strumenti contribuiscono effettivamente alla creazione di informazioni operative. Ma sapere come passare dalla rappresentazione all’azione pertiene al knowledge content management (KCM). Le aziende generano sempre più informazioni che si sedimentano in banche dati. Dopo aver associato le informazioni agli strumenti di rappresentazione, alcuni fanno ricorso al corporate process management (CPM) per trasformare queste informazioni in dati operativi.
Non credo in questo approccio. Questo concetto mi ricorda molto quello di Executive Information System (EIS) degli anni ’70 che non ha portato a grandi risultati. Personalmente non credo all’automatizzazione totale.
Quali possibilità restano, quindi?
Credo alla relazione umana: penso che l’interfaccia umana è e sarà sempre determinante.
* L’Homme symbiotique (Seuil 1995. Ed. italiana "L’ uomo, Gaia e il cibionte. Viaggio nel terzo millennio" - Dedalo 1997) di Joël de Rosnay, co-fondatore di Cybion SA.



